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Archive for the ‘università in rivolta’ Category

Azione all’ambasciata italiana

Posted by metropolinvisibile su marzo 13, 2010

Vienna – Uniriot Network contro il processo Rewind
Azione all’ambasciata italiana


Questa mattina gli studenti della rete delle facoltà ribelli Uniriot hanno manifestato sotto la sede dell’ambasciata italiana di Vienna bloccando la strada antistante, con uno striscione che diceva “No rewind, rewave. We were all behind that shield”, in solidarietà con gli studenti imputati nel processo “Rewind”.

Il 6 luglio 2009 la procura di Torino tramite il procuratore generale Giancarlo Caselli, con l’operazione denominata “Rewind”, ordina 21 mandati di carcerazione a carico di attivisti dell’onda studentesca di varie città italiane, nel corso dell’autunno si aggiungeranno all’elenco indagati altri attivisti, alcuni dei quali tutt’ora sottoposti a misure restrittive della libertà.

Ciò che viene loro imputato e’ di aver preso parte alla grande mobilitazione del 19 maggio 2009 a Torino contro il G8 University Summit e ai disordini con le forze dell’ordine che presidiavano la zona rossa del vertice.

L’undici marzo la prima udienza preliminare di questo processo ha visto la richiesta da parte del pm di pene che vanno dall’anno e sei mesi all’anno e dieci mesi: gli studenti rivendicano di aver deciso collettivamente la violazione della zona rossa nella quale si stava svolgendo il summit ritenuto illegittimo.

L’iniziativa è avvenuta nell’ambito della partecipazione della rete al controvertice viennese in concomitanza con la conferenza europea dei ministri dell’istruzione per festeggiare i dieci anni dalla dichiarazione di Bologna.

English version:

This morning the students of the italian network Uniriot made a blockade in the street outside the italian Embassy. They protested against the so called “Operation rewind”. After the 2008 cutbacks of public funds for the education, a big protest rased in all main universities of italy.

On the 19th of May 2009 the italian students movement, the “anomalouswave”, protested against the G8 University summit in Turin. It was a
radical demonstration of opposition to the Bologna-process to reclaim freedom and quality of education, autonomous and critic knowledge and a new welfare for students and precarious. One month later 21 students get arrested for that demostration, the operation was called “Rewind”.

In these days in Italy started the process and also here in Wien the italian students want to denounce the absurdiy and the injustice of
this legal operation. The italian banner says “We were all behind that shield” affirming the common responsability for the protest.

Here in Wien this demonstration has the support of all theBolognaburns network. As students of all Europe we reclaim our right to demostrate and to decide on our future.

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Vienna: let’s block it !

Posted by metropolinvisibile su marzo 12, 2010

da globalproject

La manifestazione con 10000 studenti si è trasformata in una azione di blocco diffuso per la città al grido

“Ci bloccano il futuro blocchiamo la città”.

Ore 23.00 – Pare ci sia la conferma di numerose identificazioni e alcuni arresti dopo che i manifestanti avevano continuato le iniziative, bloccando l’ingresso del rettorato, l’uscita dell’albergo dove sono alloggiati i Ministri ed una struttura universitaria.

Adesso i manifestanti stanno continuando a fare iniziative nel centro città mentre un’altra parte è all’interno delle varie strutture universitarie autogestite dagli universitari.

Ore 22.00 – I manifestanti si sono ridivisi per continuare le azioni di blocco in città.

Ore 20.45 – Le azioni dei blocchi e dei cortei selvaggi sono completamente riuscite; i manifestanti si stanno concentrando per tornare in corteo verso l’Accademia e le facoltà occupate. Una grande giornata di lotta e contestazione con una forte partecipazione e protagonismo degli studenti e dei precari arrivati da tutta Europa

.Ore 20.00 – I blocchi stanno funzionando e invadono la città superando anche i cordoni della polizia che sono attraversati, circondati e superati dalle centinaia di manifestanti; i blindati non riescono a posizionarsi e l’intervento delle forze dell’ordine risulta insufficiente

Ore 19.45 – Il blocchi sono cominciati come cortei non autorizzati per la città; i blocchi 1e 3 si stanno attestando intorno al Teatro dell’Opera. Gli spezzoni 4,5 e 6 composti da un migliaio di persone ciascuno si stanno muovendo in tre opposte direzioni del centro cittadino; il blocco 2 è nella zona dei musei.

Ore 19.30 – Al momento dell’azione sulle scale del parlamento sono stati fermati almeno due studenti; ora mentre la gran parte del corteo è ferma davanti all’ingresso principale del palazzo dove si devono incontrare i ministri europei mentre stanno partendo i blocchi in altri cinque punti della città.

Ore 19.00 – Nel corteo anche lo spezzone degli studenti migranti che in Austria sono una componente molto numerosa e tra le prime ad essere colpita dalla riforma e dall’aumento delle tasse. Ora il corteo ha invaso le scalinate del parlamento austriaco e sono proprio gli studenti che hanno dato vita alle mobilitazioni di quest’anno ad aver spinto via la polizia per compiere questa azione significativa nel sottolineare la volontà di continuare a contestare le decisioni di parlamenti e ministri sui temi della formazione.

Ore 18.45 – Il corteo stà arrivando alla fine del suo percorso; la manifestazione è molto numerosa e dalla piazza di arrivo dovrebbero partire i blocchi della città e dell’area del convegno europeo  dei ministri dell’istruzione. “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città” è lo slogan e l’intenzione dei manifestanti nella modalità che abbiamo già visto durante i cortei dell’Onda in Italia.

Ore 18.00 Il Sound System apre il corteo ed è circondato da centinaia di studenti che costituiscono una festante e determinata testa della manifestazione. Il corteo si stà ingrossando nei numeri nel percorso verso il palazzo del vertice. Le facoltà viennesi sono tutte occupate e la partecipazione degli studenti austriaci è particolarmente numerosa, continuano i lanci di vernice contro banche e catene di negozi legate alle multinazionali.

Ore 17:20 Il corteo prosegue con diverse azioni nei confronti di alcune multinazionali.Più di cinquemila persone per le strade di Vienna. Alcuni studenti dal tetto di una chiesa stannosalutando i manifestanti. Il clima di gioia è accompagnato dal susseguirsi degli interventi dal sound system.

Ore 16:59 – Sono presenti molti camion e diversi sound, i movimenti autonomi sono seguiti da sindacati e piccoli partiti per un corteo che al momento conta circa 5000 persone.Gli spezzoni più colorati sono rappresentati dalla clown army, insieme alle molte bande musicali.

Noi la crisi non la paghiamo è stato il grido di partenza dello spezzone di Uniriot.

Sottolineamo dalle foto la presenza degli “Squatting Teachers” (insegnanti in occupazione), che mostra la trasversalità della protesta contro la precarizzazione e la dismissione dell’università, che il bologna process ha rappresentato in modo emblematico.

Ore 16:50 – Lo spezzone Uniriot espone uno striscione con scritto:” no rewind, rewave! We were all behind that shield!” Il riferimento va a Torino dove oggi si tiene l’udienza filtro della maxi operazione di polizia che nel giugno scorso a tentato di imabavagliare il movimento dell’onda a seguito della grande manifestazione che si è tenuta a Torino durante il G8 University Summit

Ore 16:15 – Sono ormai diverse migliaia le persone nella piazza, e la partenza del corteo è ormai prossima. Sono appena terminati gli interventi dal camion delle varie realtà europee. La Carovana di uniriot è presente in piazza con uno degli spezzoni più significativi, ed è appena intervenuta per rilanciare il legame tra le lotte italiane e quelle europee.

La città ha risposto in maniera positiva, a conferma della simpatia che la battaglia per una università libera e di tutti ha riscosso presso l’opinione pubblica austriaca. “La formazione è nostra” “Make Bologna History” e “Stop Bologna Process” alcuni degli striscioni presenti. Il corteo inizia a disporsi in vista della partenza.

Ore 15:50 – Continua il concentramento degli studenti, che hanno raggiunto il numero di alcune migliaia. La composizione è molto varia, con la partecipazione da tutta europa. Uniriot è presente con due striscioni. La polizia presidia in massa la zona circostante..sulla piazza e su Vienna continua a nevicare!

Ore 15:15 – Sta inziando il concentramento della manifestazione, un numero considerevole di studenti si sta radunando per inziare il corteo

Ore – 13.30 L’appuntamento che apre le giornate di contestazione alla celebrazione dell’anniversario del Bologna Processè è  per questo pomeriggio alle ore 15.00 . Ma già dalle prime ore della mattinata presso l’Accademia di Belle Arti in occupazione da diversi giorni, si sono tenuti i primi incontri tra le delegazioni arrivate dai diversi paesi europei.

Dopo l’occupazione di ieri da parte di oltre 500 studenti dell’Aula Magna, il Rettore nella mattinata d oggi aveva revocato la concessione degli spazi destinati all’accoglienza e ai workshop previsti nelle prossime due giornate.

La risposta degli studenti non si è fatta attendere. Al momento infatti la facoltà di Scienze Politiche è in occupazione. Una risposta che ha fatto tornare il Rettore sui suoi passi.

Al centro delle proteste studentesche i temi che riguardano la dequalificazione dei saperi, la frammentazione del percorso di studi, lo sfruttamento economico dello studente, i tagli dei finanziamenti pubblici e la  dismissione progressiva dei diritti e delle strutture del Welfare.

“ Alle 15 di oggi,  si terrà il corteo che da quello che abbiamo potuto vedere si preannuncia molto partecipato. Ma non vanno dimenticati gli altri appuntamenti. I workshop, gli incontri che si terranno tra le varie delegazioni europee che sono arrivate oggi a Vienna – commenta Sebastian della rete Uniriot – per noi è importante essere qui, ed ovviamente all’interno delle assemblee e di questa giornata porteremo anche i ragionamenti che hanno attraversato il movimento dell’Onda”.

Ascolta l’audio

Per approfondimenti ed informazioni vai al sito Uniriot

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Diretta da Vienna

Posted by metropolinvisibile su marzo 11, 2010

segui la diretta da Vienna qui
segui il video streaming qui

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Vienna Calling – no alla celebrazione dell’anniversario del Bologna Process

Posted by metropolinvisibile su marzo 11, 2010

da uniriot

Il prossimo 11 e 12 marzo si terrà, tra Budapest e Vienna, un evento solo apparentemente irrilevante e autoreferenziale: la celebrazione dell’anniversario del Bologna Process, la riforma del sistema universitario stipulata dieci anni fa e progressivamente applicata nei paesi europei e non solo. Tra Budapest e Vienna, i 46 Ministri dell’Istruzione europei si riuniranno per brindare al fallimento ed alla decadenza del sistema formativo europeo. Noi, che in questi anni abbiamo attivamente preso parte alle lotte che in Italia si sono date contro la dismissione dell’università, noi che in questi anni abbiamo attraversato l’Europa per intrecciare altre esperienze che allo stesso modo si sono opposte alla dismissione dell’università e alla precarizzazione delle nostre vite, non ci faremo ingannare da questa farsa, né dalle parole che questi signori ripeteranno come una vuota quanto stanca liturgia: “mobilità studentesca”, “eurocompatibiltà”, “competitività”. Parole che in realtà sottintendono ben altro: dequalificazione dei saperi, frammentazione del percorso di studi, sfruttamento economico dello studente, tagli dei finanziamenti pubblici, dismissione progressiva dei diritti e delle strutture del Welfare.

L’inganno tecnocratico che ha informato i processi di riforma di questi anni, è stato precocemente svelato, proprio grazie ai movimenti che hanno radicalmente contestato il Bologna Process: movimenti che, senza alcuna nostalgia per i modelli passati, hanno prefigurato un nuovo spazio costituente europeo, rivendicando l’eccedenza e la non misurabilità dei saperi. Movimenti che hanno smascherato la vera natura del neoliberismo, opponendosi alla privatizzazione della conoscenza, alle nuove recinzioni imposte attraverso i brevetti e il copyright, e che al contempo, stufi del controllo delle burocrazie di Stato sulle università e sul sapere, hanno rivendicato un’università pubblica ma non statale.

Lo studente, come non si stancano di ripetere gli stessi disegni normativi messi in campo in questi anni nei vari paesi, è un soggetto a tutti gli effetti interno al nuovo mercato del lavoro fondato sulla conoscenza, è al centro di processi di gentrification e di produzione in tutte le metropoli europee. Lo studente è a tutti gli effetti una figura sociale che produce ricchezza. Non siamo nostalgici, al contrario su questa centralità vogliamo insistere, rovesciandola proprio contro chi ne ha fatto una retorica per favorire le nuove forme di sfruttamento. Alla centralità produttiva dello studente vogliamo che corrispondano reddito, garanzie, potere decisionale, riconoscimento della sua attività sociale dentro e fuori l’università. Al contrario, l’obiettivo del Bologna Process, dietro la retorica della competitività e dell’efficientismo, è stato quello di trasformare le università in luoghi di sfruttamento intensivo della nuova forza lavoro. Al riconoscimento della centralità dello studente nei processi produttivi è corrisposta una sua sempre più violenta precarizzazione.

L’Italia, da questo punto di vista, è stata un vero e proprio laboratorio di sperimentazione sia del processo di Bologna, sia dei movimenti che ad esso si sono contrapposti. In un paese in cui a fare da dominante sono i tagli continui dei finanziamenti all’università, considerata ancora come una spesa corrente più che un settore su cui investire, la frammentazione dei percorsi formativi, la dequalificazione del sapere, l’espulsione dei ricercatori dalle università – tutto in un singolare connubio tra retoriche aziendalistiche e persistenza del potere corporativo dell’accademia – si comprende bene come la tendenza di fondo in tutta Europa sia quella di spingere verso il basso e declassare la forza lavoro cognitiva. Gli stessi obiettivi che si proponeva il Bologna Process, quelli che gli stessi artefici italiani sentono di aver mancato, si sono rivelati un fallimento pieno, le cifre parlano da sole: il 3+2 non ha inserito più studenti nel mercato del lavoro, né gli stessi vedono corrisposte le loro competenze in un futuro lavoro. Anche dal lato della mobilità studentesca è noto che i blocchi all’accesso, tra atenei, facoltà, tra il 3 e il 2, tra la laurea e il dottorato superano di gran lunga la possibilità degli spostamenti.

L’Onda, l’anno scorso è stata una risposta a tutto questo, non solo ai tagli economici, ma alla stessa strutturazione dell’università. Le lotte che si sono date hanno subito messo in crisi lo stato attuale in cui versano gli atenei, richiedendo non solo più qualità nei percorsi formativi, ma soprattutto autonomia nella gestione diretta del percorso di studi, nella condivisione dei saperi e nella ricerca. La stessa opposizione al corporativismo che caratterizza le università in Italia, ha subito trovato una sua espressione costruttiva dentro le pratiche d’indipendenza diretta e autogestione delle facoltà.

Il Network Uniriot, sin dal 2005, si è sempre posto l’obiettivo di costruire nesso e rete tra le altre lotte che emergono nelle scuole e nelle università, nella consapevolezza che è sempre possibile individuare una tendenza nella chiusura dei dispositivi di comando, così come delle possibilità per le strategie e le pratiche di momenti di resistenza. L’esperienza dell’Onda non è rimasta isolata, ha trovato delle anticipazioni dentro il movimento contro il CPE in Francia nel 2006, così come dentro le esperienze della Danimarca, della Grecia, dell’Olanda, della Germania, della Croazia, della Serbia e dell’Austria. Un vero e proprio ciclo di lotte universitarie sta attraversando l’Europa, anche se in maniera carsica; ovunque sono stati messi al centro alcuni snodi decisivi: la qualità della condizione di vita giovanile, l’esigenza di sperimentare l’indipendenza dentro i percorsi formativi, l’opposizione alla precarietà ed alla privatizzazione del sapere, l’insofferenza verso lo stato di cose presenti.

Come rete Uniriot, crediamo che sia decisivo attraversare le giornate viennesi per partecipare tanto alla manifestazione dell’11 marzo di contestazione alla riunione ufficiale dei Ministri, quanto ai workshop del 12-13-14 marzo. Un’occasione per fare emergere in primo piano ciò che in questi anni è rimasto sullo sfondo, per costruire un lessico comune tra tutte quelle esperienze che in questi anni si sono ribellate ai processi di dismissione dell’università. Per questo motivo organizzeremo, nei principali atenei italiani, delle carovane che raggiungeranno Vienna nei giorni del vertice.

MAKE BOLOGNA HISTORY!

UNIRIOT – network delle facoltà ribelli

http://www.uniriot.org
http://www.bolognaburns.org

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11 dicembre sciopero generalizzato della conoscenza

Posted by metropolinvisibile su dicembre 12, 2009

Venerdì 11 Dicembre, nella giornata dello sciopero generale del mondo della formazione, migliaia di studenti e precari dell’Onda hanno invaso le strade di diverse città d’Italia, violando le restrizioni e i divieti imposti dalle Prefetture.
Un autobus con una trentina di student@ e precar@, totalmente autofinanziato, è partito da Perugia ed ha raggiunto le migliaia di persone radunatesi in piazzale Aldo Moro, che poi si sono dirette in corteo fino a piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini.
Qui si sono trovati sbarrata la strada da una muro di poliziotti e carabinieri, con annessi mezzi blindati, intenzionati ad impedire con qualsiasi mezzo la violazione del famigerato “protocollo Alemanno”, che di fatto vietava al corteo di dirigersi verso il MIUR attraversando la città.
Due pesanti cariche della polizia non hanno per nulla intimidito e scomposto i manifestanti, decisi a riprendersi il diritto di sfilare nella città ed il diritto di ridare voce ad un movimento che è l’unico investimento reale e sicuro, in grado di garantire a milioni di precari della conoscenza un futuro dignitoso.
Dopo il pesante “face to face” in piazza dei Cinquecento il corteo si è diretto, con l’imprevedibilità di un serpente e l’astuzia di un felino, verso via XX settembre, prendendo di sorpresa le forze dell’ordine. I poliziotti infatti, dopo aver tentato di fare altre cariche, non hanno potuto far altro che guardare imbarazzati frotte di student@ e precar@ dirigersi sotto il Ministero del Tesoro, dove a gran voce sono state chieste le dimissioni di Tremonti.

La Roma blindata dell’11 dicembre nulla ha potuto contro la decisione e l’intelligenza di chi non si cura di divieti e protocolli ed è pronto a sfidare chiunque voglia continuare ad espropriare i nostri saperi, la nostra vita, la nostra libertà.
vedi articoli e rassegna stampa

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International Studen’s Day: arresti a Milano

Posted by metropolinvisibile su novembre 17, 2009

Durante la giornata di mobilitazione studentesca di oggi, a Milano ci sono stati tensioni e scontri che hanno portato all’arresto di quattro studenti.


Ecco il comunicato del Cs Cantiere:

I movimenti non si arrestano ! Guai a chi ci tocca ! Liberi tutti subito !

L’Europa non è l’Iran !
L’Europa del 2009 non è l’Europa del 1939 !
Ma l’Italia è l’Europa?

Oggi è una giornata della vergogna, il 17 novembre corre l’anniversario dell’eccidio nazista contro gli studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra… eppure i ricorsi storici hanno un sapore particolare in queste ore. In Iran gli studenti sono stati caricati e arrestati e in Italia anche !
A Milano, in meno di una settimana la questura ha dato il via ad una massiccia operazione di attacco di chiunque dissenta dalla distruzione delle scuole e delle università pubbliche, un attacco a chiunque continui a battersi per i diritti e la dignità, fatta di arresti e sgomberi attuati dalla polizia in assetto antisommossa ai danni di giovanissimi studenti che si battevano per studiare. Questa mattina il culmine si è raggiunto con l’arresto di quattro studenti in corteo. Una manifestazione dei collettivi, spontanea e determinata , nonostante le ripetute cariche, è riuscita a raggiungere l’ufficio dell’assessora Moioli, e il Municipio, attraversando con rabbia e dignità le strade del centro di Milano. Ma all’affronto rappresentato dall’indisponibilità a tacere di fronte a tutto quello che è accaduto le forze del disordine hanno deciso di fare prigionieri… continuare a terrorizzare, la strategia di attacco a chi sogna e costruisce un mondo migliore vecchia di decenni nel nostro paese come ci ricorda il prossimo anniversario della strage di piazza Fontana.
I movimenti non si arrestano, non si dividono strumentalmente tra buoni e cattivi, non si possono colpire senza attendersi la risposta compatta dei tanti che li animano e li attraversano, ben oltre il numero degli attivisti e del numero di quelli che possono arrestare.
Nella giornata mondiale degli studenti ci appelliamo all’Europa, a chi la vive, ai movimenti che la attraversano, dovete aiutarci, viviamo in un paese che sempre più si allontana da ciò che siamo stati abituati a vedere ed immaginare nel nostro continente negli ultimi decenni. Ci chiediamo a questo punto se siamo capitati in una strana terra in cui non valgono i principi democratici e i diritti garantiti a tutti i cittadini europei, in un luogo in cui l’autoritarismo ha preso il sopravvento ed è strumento di governo, strumento di gestione dei conflitti, essenza delle politiche di casa nostra.

I movimenti non si arrestano ! Guai a chi ci tocca ! Liberi tutti subito !

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Martedì 17 Novembre: studenti in piazza in tutta Italia

Posted by metropolinvisibile su novembre 17, 2009

 

Cortei in tutta Italia di studenti medi e universitari contro la riforma e i tagli. Alla Sapienza alcune centinaia di studenti, riuniti in assemblea a Lettere, attraversano in corteo le facoltà della Sapienza fino ad uscire, assieme agli studenti medi, dalla città universitaria bloccando le strade. A Milano tensione e cariche della polizia, quattro studenti fermati. Assemblee e cortei anche a Padova, Napoli  e Torino dalle facoltà in mobilitazione e dalle scuole.

Per rilanciare un’altra Onda!

Verso l’assemblea nazionale alla Sapienza, 20 novembre ore 14 facoltà di Scienze Politiche.

More info, video,foto e comunicati a breve su uniriot.org

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La protesta de* precar* è la nostra protesta – Onda Perugia

Posted by metropolinvisibile su ottobre 2, 2009

La protesta de* precar* è la nostra protesta

 

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Gli student@ ed i ricercator@ dell’Onda perugina aderiscono alla manifestazione dei precar@ della scuola di sabato 3 ottobre, condividendo almeno due grandi questioni: un futuro di incertezza e lo smantellamento completo del sistema dell’istruzione.

L’attacco che subisce la scuola presenta molte analogie con quello che subisce l’università (taglio improvviso e di proporzioni enormi dei fondi, gestione autocratica della riforma, mancanza di democrazia nei processi) e le due riforme paiono essere subordinate al medesimo piano.

Le abbiamo chiamate riforme, ma avremmo potuto chiamarle liquidazioni: il progetto del governo pare infatti essere quello di togliere dal bilancio statale due voci di spesa che ritiene inutili. Tutto questo si inserisce in un disegno complessivo che smantella di quel poco che rimane del Welfare pubblico, che attacca i nostri stessi diritti, che va a gonfiare ancora di più quella rendita finanziaria che ha prodotto la crisi globale in atto.

La precarietà che voi vivete è poi la stessa nostra precarietà: quella di una vita senza garanzie e senza un reddito continuo in grado di darci un’esistenza dignitosa, che possa rivalutare il nostro tempo e la forza viva del nostro sapere.

Condividiamo con voi la medesima precarietà anche perché la scuola riformata, che ha bisogno di pochi insegnanti, prima espellerà i precari di oggi e poi rigetterà senza appello tutti quelli che stanno progettando i loro studi in base alla passione e alla prospettiva di diventare maestri e maestre, professori, professoresse e insegnanti.

Protestiamo con voi per garantire la sopravvivenza della scuola e dell’università pubbliche e per i nostri diritti, al lavoro allo studio ed al reddito, e per i diritti di chi verrà dopo di noi.

Visita il nostro sito:

http://ondaperugia.indivia.net/

Per essere sempre informato, iscriviti alla nostra mailing list andando alla pagina sotto indicata, poi riempi i campi Iscrizione a Autoconvocatipg e segui le istruzioni:

https://www.autistici.org/mailman/listinfo/autoconvocatipg

Iscriviti alla nostra pagina Facebook Autoconvocatipg InOnda (la trovi anche cercando onda perugia)

 

 

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“L’Onda non si ferma ai Caselli”

Posted by metropolinvisibile su luglio 18, 2009

Il Tribunale del riesame di Torino ha depositato questa mattina l’ordinanza che revoca il carcere per tutti i compagni detenuti in seguito all’operazione “Rewind” orchestrata dal procuratore Caselli contro il movimento dell’Onda. Due compagni di torino agli arresti domiciliari, per alcuni obbligo di firma e per altri obbligo di dimora. Duro colpo, grazie alle straordinarie mobilitazioni di questi giorni, all’impianto accusatorio della Procura e in particolare al tentativo, teorizzato dalla Procura, di estendere l’uso della custodia cautelare in carcere per gli attivisti di movimento.

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REWIND E G8: MOBILITAZIONI IN TUTTA ITALIA – A PERUGIA PRESIDIO DAVANTI AL RETTORATO

Posted by metropolinvisibile su luglio 8, 2009

Mobilitazioni in tutte le parti d’Italia contro il G8 e l’operazione Rewind che l’altra mattina ha portato all’arresto di 21 attivisti/e dell’Onda e dei centri sociali.

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Anche a Perugia ieri mattina l’onda e il commonslab hanno presidiato il rettorato dell’università di perugia per esprimere solidarietà agli/alle attivist* arrestat* ieri e per richiedere al rettore una presa di posizione sulla vicenda.

Questa presa di posizione non c’è stata e bistoni, trincerandosi dietro al fatto che non avrebbe potuto commentare atti giudiziari, si è rifiutato di continuare il dialogo con noi, affidando questo compito ad uno dei suoi maggiordomi, pari al rettore stesso in quanto a vaghezza e ambiguità.

Ci siamo poi spostat* a lettere dove abbiamo distribuito volantini e appeso uno striscione sul terrazzo della facoltà, terminando poi il percorso alla mensa dove tramite volantinaggio e megafonaggio è stata spiegata la situazione a* commensali.

Esprimiamo innanzitutto solidarietà agli/alle arrestat* e ai/alle perquisit*.

Rifiutiamo gli argomenti paternalistici di caselli che afferma di aver arrestato 300 violent* per tutelare l’onda, dato che ogni azione e ogni decisione sono da questa prese e agite collettivamente e in maniera condivisa, rendendo impossibile qualsiasi arbitraria divisione tra buon* e cattiv*, violent* e pacific*.

Non accettiamo il clima di terrore che si sta creando attorno all’onda da una parte con la repressione di piazza e dall’altro con arresti e processi che hanno anche la finalità di derubricare la nostra protesta dall’ambito dell’istruzione e della questione sociale a un semplice problema di ordine pubblico.

Riteniamo assurda anche solo l’idea di arresti preventivi, figli di una cultura securitaria e illiberale che criminalizza gli individui dopo averli disposti in apposite categorie e cozza con il principio di garantismo e responsabilità individuale così tanto sventolato da chi ci governa. Le voci di dissenso devono essere ascoltate e non represse.

L’onda non si arresta

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