Metropolinvisibile

Musica Metropoli Movimento

Archive for the ‘garage, punks, rock ‘n’ roll’ Category

Dirtbombs, We have you surrounded (In the red, 2008)

Posted by metropolinvisibile su settembre 29, 2008

Quarto album per il quintetto di Detroit, capeggiato da un Mike Collins in gran forma, mattatore di gassmaniana memoria.

“We have you surrounder”, ovvero quando il rock ‘n’ roll diventa il linguaggio delle paranoie metropolitane. Tutto il disco ha come motivo conduttore il racconto della metropoli tecnologica che tende ad implodere in sé stessa, portandosi dietro il collasso di un’intera civiltà.

Il suono è sporco e verace. Voci sbieche, chitarre taglienti e grezze, ritmi ossessivi. Insomma il rock. Insomma quella voglia di incazzarsi con gli strumenti e sugli strumenti. Insomma facciamoci male, ma per bene per favore! Con serietà.

“We have you surrounder” ha la violenza dei Clash di “Sandinista”, l’energia dei Grinderman e la sfacciataggine dei Pissed Jeans. Ha la lambretta degli Who e lo skate dello street punk. Puzza di alcool e sudore come un concerto dei Make Up e di fumo di sigarette come una sala prove dove ha appena suonato Mark Lanegan. E poi c’è “Race to the bottom”, acidissimo squarcio elettronico in questo mare di rock! E poi ancora si chiude con Mike che canta in francese in “La fin du mond”! E poi ancora…occhio a farlo ricominciare subito da capo perché “We have you surrounder” fa davvero malissimo.

Tracklist

1. It’s Not Fun Until They See You Cry
2. Ever Lovin’ Man
3. Indivisible
4. Sherlock Holmes
5. Wreck My Flow
6. Leopardman at C&A
7. Fire in the Western World
8. Pretty Princess Day
9. I Hear the Sirens
10. They Have Us Surrounded
11. Race to the Bottom
12. La Fin du Monde

Posted in garage, punks, rock 'n' roll, Recensioni | Leave a Comment »

Charlottefield, What are friends for (Fat cat, 2008)

Posted by metropolinvisibile su settembre 29, 2008

C’è tanto materiale proveniente da Chicago e Louisville nelle robuste costruzioni in cemento armato che riempiono il secondo lavoro degli inglesi Charlottefield. Le geometrie aggressive ed angolari che sostengono l’intero disco, ma che si esprimono con maggiore efficacia in tracce come “Beatings”, “Wrong on purpose”e “Snakes”, sembrano ridar vigore ai giganti, oramai malandati o del tutto estinti, del passato decennio, che rispondono ai nomi di June of 44, Rodan, Union of a Man and a Woman, Don Caballero, Shellac. Giganti della “non più canzone”, di quei ritmi decostruiti che segnavano il pieno superamento dei suoni e dei rumori seriali della fabbrica fordista, proprio mentre Chicago, dopo essere stata per decenni una delle capitali industriali mondiali, diventava uno dei poli forti del capitalismo informazionale e finanziario.

Nel sound dei Charlottefield non traspare però soltanto un inquieto senso di revival. Il gruppo di Brighton dimostra in “What are friends for” di avere classe e personalità. Qualità che emergono soprattutto nella capacità del gruppo di saldare a fuoco le ritmiche math di cui si è accennato con intrecci onirici di noise-blues chetaminoso in stile Karate (“Late repeat”, “Broken bell”), solidi detriti fugaziani (“Pacifically”, “Threes) e schizzi di punk’n’roll mutante fuorviato da astratti tecnicismi doncaballeriani (“Backwards”).

Notevole esempio di rock duro e durevole.

Tracklist

1. Beatings
2. Late Repeat
3. Wrong On Purpose
4. Pacifically
5. Snakes
6. Broken Bell
7. Threes
8. Backwards

Posted in garage, punks, rock 'n' roll, Recensioni | 1 Comment »