
Roma – 7 maggio ‘09 – l’università autogestita dall’Onda e aperta alla città. Dibattiti, teatro, concerti, mostre, contest di writers e dj set dalle 16 per tutta la notte. Una festa per riprenderci le facoltà e costruire la partenza per il G8 di Torino del prossimo 19 maggio.
Cinque facoltà aperte ed autogestite per tutta la notte – autofinanziamento per il treno per Torino e sottoscrizione in favore dell’Epicentro Solidale in Abruzzo.
Programma e info sul Blog nottebiancainonda.blogspot.com
UNA NOTTE DI AUTOGESTIONE E FESTA VERSO IL G8 DI TORINO
Giovedì 7 maggio ’09: ancora una volta La Sapienza è spazio pubblico aperto alla città, autogestito e conflittuale, luogo di cooperazione e produzione indipendente di saperi, cultura, conflitti e socialità. Una notte bianca che nasce dalla continuità straordinaria di quell’Onda anomala che ha preso corpo in Italia a partire da scuole e università e si è fin da subito riversata per le strade, bloccando le città e inventando nuove forme di sciopero, generalizzando il conflitto e cominciando ad agire la crisi come un’opportunità di cambiamento, a partire dal desiderio di non volerla pagare!
È il corpo collettivo che alla Sapienza ha occupato quest’autunno le facoltà, cominciando a liberare spazi e desideri e che gli spazi continua a riprenderseli, i saperi a produrli in maniera cooperativa, eccedente e conflittuale. Nell’università più grande d’Europa, dove il governo baronale del Rettore Frati, degno alleato di un governo che smantella università e ricerca, sceglie la via della normalizzazione e della continuità con il governo dei tagli e le riforme fallite, il corpo vivo dell’università ha iniziato a resistere e a riappropriarsi di tempi, saperi, e spazi, a partire dall’aula autogestita di medicina, sgomberata qualche settimana fa, che ci riprenderemo e che restituiremo agli studenti e alle studentesse il sei maggio.
Una tendenza, quella della normalizzazione, che viviamo non solo dentro l’università, ma anche dentro la metropoli. Gli spazi di libertà che l’onda ha aperto, vengono chiusi sistematicamente, come successo con il violento sgombero di via induno, per impedire a un movimento che ha fatto tremare le strade di continuare la sua mobilitazione.
Come in Italia, anche in Francia, in Grecia, a Londra e a Strasburgo il rifiuto di pagare le conseguenze della crisi ha dato vita ad una nuova ondata di movimenti sociali che oggi ribaltano il panorama politico, che segnano una nuova fase di conflittualità diffusa, radicale, generalizzata, dalle università alle scuole, nelle fabbriche e nelle metropoli.
Ricercatori, studenti e precari si sono dati appuntamento per le strade di Torino il 17, 18 e 19 maggio nelle giornate del G8 dell’università per strappare a governi nazionali e governi accademici la facoltà di decidere le sorti dell’università. Da Roma andremo a Torino a dichiarare illegittimo il vertice e a bloccare le strade ancora una volta.
Al fallimento del processo di Bologna abbiamo fin da subito risposto con pratiche radicali: un insieme di percorsi di conflitto e produzione autonoma di saperi che parte dalla rivendicazione di un nuovo welfare, dall’autogestione dei propri spazi e dei propri tempi. All’università parcellizzata del 3+2 rispondiamo con la pratica dell’autoformazione e dei seminari autogestiti, negli spazi liberati delle facoltà, che si connettono con i conflitti metropolitani e costituiscono immediatamente un’università del comune, autonoma, libera, luogo di produzione cooperativa di saperi altri, saperi critici avversi alla proprietà intellettuale e ai brevetti. Uno spazio comune aperto alla sperimentazione delle libertà, e giovedì ancora una volta autogestiamo tutta la città universitaria per lanciare la partenza verso Torino, perchè la mobilità sia garantita ai movimenti, perchè si possa tornare ad invadere il paese contro la crisi, perchè si possa raggiungere in migliaia il vertice.
È il corpo collettivo e molteplice che la notte del 7 maggio festeggerà alla Sapienza, mettendo in scena la sua creatività, la sua gioia di vivere.
Noi quella notte, la notte bianca dell’ONDA, dichiareremo La Sapienza libera e indipendente, autogestita da studenti e precari. Una notte che vedrà la cooperazione degli studenti per la realizzazione di uno spazio di produzione culturale indipendente aperto a tutta la città…
…stavolta solo per una notte, presto per molti giorni e molte notti.
Sapienza in Onda