Dopo il grande successo avuto negli ambienti avant grazie all’album scritto a quattro mani con Enzo Franchini “Conference of the aquarians”, prodotto due anni fa dall’etichetta Palustre e ristampato nel settembre di quest’anno dalla Last Visibile Dog, il sassofonista e compositore tarantino Valerio Cosi si concede un album solista, “Heavy electronic pacific rock”. Che Cosi fosse un talento di livello internazionale lo si era già capito da un po’ di tempo, e non tanto per la quantità di collaborazioni messe in atto in questi ultimi anni, quanto per la qualità degli artisti che lo hanno affiancato nelle varie tappe della sua breve ma intensissima carriera. La storica band italiana My Cat Is an Alien oppure i finlandesi Uton sono solamente alcuni dei nomi altisonanti che si leggono scorrendo la discografia di Valerio, nella quale emerge un panorama variegato di scenari ed ambienti musicali attraversati dal tarantino. Scenari ed ambienti che trovano una sintesi proprio in “Heavy electronic pacific rock”, dove pulsioni e passioni free-jazz si incastrano a meraviglia con dilatazione psichedeliche, disastri rumoristici ed incursioni di elettronica più o meno colta.
Le suggestioni mediterranee di “Study for saxophone and electronics” si aprono verso un melting-pot lisergico a base di drone-jazz, peyote della Murgia ed isolazionismo apocalittico. “Heavy electronic pacific rock” è come un serpente che sguscia via velocissimo, imprendibile, i suoi movimenti sono spiazzanti e incomprensibili; non insegue nessuna preda, non fugge via da nessun pericolo, si muove perchè così ha deciso di fare, perché così è vivo. La tribale litania sassofonica di “A new vipassana” sembra incastrarsi in un cul de sac quando viene spazzata via da “Proud (to be kraut) a burning om reprise”, che sembra un pezzo di Ornette Coleman, rivisitato dagli Amon Duul e remixato dai Cabaret Voltaire. E dopo la danza il deserto. Il freddo deserto polare di “The north pole vibes”, il ghiaccio che assale, compatto e ostile. Non c’è più tempo per le emozioni, non c’è più tempo per la vita.
Tracklist
| 1 | Study For Saxophone And Electronics (Dedicated To Roberto Donnini) | |
| 2 | A New Vipassana | |
| 3 | Proud To Be Kraut / A Burning OM (Reprise) | |
| 4 | The North Pole Vibes |

