Aidan Baker and Tim Hecker, Fantasma parastasie (Alien8, 2008)
Pubblicato da metropolinvisibile su Dicembre 14, 2008

Forse il 2008 è stato l’anno delle musiche “d’ambiente”. Ambient destrutturato, ristrutturato, neocameristico, elettronico, noisy. Forse il 2008 è stato l’anno delle musiche d’ambiente perché escono sul finire dell’anno due autentici capolavori destinati a segnare una traccia indelebile proprio su queste musiche: “Black sea” di Fennesz e “Fantasma parastasie” di Aidan Baker e Tim Hecker. Due facce della stessa medaglia. Se Fennesz declina meravigliosamente l’ambient in senso elettroacustico-chitarresco (ma questa è una storia che non vogliamo raccontare adesso) Aidan e Tim lo fanno in senso drone-black (ed è questa la storia che vogliamo raccontare!).
Il metallo è diventato liquido. Il metallo nordico, in particolare. Ora diventa gas, si irradia nell’atmosfera assorbendo tutto l’ossigeno. L’aria diventa soffocante, irrespirabile. Non c’è via d’uscita. Non c’è più scampo. Il resto è apocalisse. Il resto è il suono di “Fantasma parastasie”. Sessantasei microtracce che descrivono in maniera impeccabile quel senso di quiete-inquietante postcatastrofica. Il senso del nulla, della materia che scompare, del funerale dell’universo a cui partecipano solamente suoni e rumori.
Tracklist
1 Phantom On A Pedestal
2 Hymn To The Idea Of Night
3 Auditory Spirits
4 Skeleton Dance
5 Gallery Of The Invisible Woman
6 Dream The Nightmare
7 Fantasma-Parastasie
Questo post è stato pubblicato il Dicembre 14, 2008 a 3:46 am ed è archiviato in Recensioni, eventi perugia, heavy, post heavy. Contrassegnato da tag: avant metal, black drone, doom ambient, fennesz. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.
Artisti e Album « Metropolinvisibile detto
[...] Aidan Baker and Tim Hecker, Fantasma parastasia (2008) heavy, post heavy [...]
mimhe detto
gran disco.