Emeralds, Solar bridge (Hanson, 2008)
Pubblicato da metropolinvisibile su Ottobre 27, 2008
Vengono da Cleveland (Ohio) e sono un terzetto: Mark McGuire alla chitarra, John Elliott, già attivo nei Silver Pearl e negli Hot Air Balloon Ride, e Steve Hauschildt alle tastiere ed ai sintetizzatori. Sono al loro esordio assoluto, ma dimostrano già di avere piena consapevolezza non solamente dei propri mezzi tecnici e di un talento creativo fuori dal comune, ma di un sapere musicale complessivo che qualifica i loro riferimenti sonori compattandoli in un sound assai stratificato eppure assolutamente lineare e comprensibile. E allora parliamone di questi riferimenti! Il telaio dell’opera si regge su componenti di matrice ambient post-isolazionista, con riferimenti ora agli Stars of the Lid ora ai Main più rarefatti, saldati a fuoco con materia post-doom, che ci riporta dalle parti di Ktl & Co. Le trame melodiche che delicatamente si innestano in questa potente macchina sonora fanno annusare fragranze labradfordiane, alle quali si sovrappongono talvolta effluvi portati da una brezza psichedelica di krautiana memoria.
“Solar bridge” racchiude in sole due tracce, e poco più di venticinque minuti, un intero pianeta sonoro, dove la dialettica implosione/esplosione diventa ciclicità e circolarità, dove le intermittenze si alternano con la fluidità, i bagliori con il buoio pesto. Una giostra di incanti ed emozioni che vale molto più di quella definizione, “drones/ambient”, che sta catalogando questo disco sulle riviste e sui siti musicali di tutto il mondo e che sicuramente sta stretta ad un gruppo che non può e non vuole essere rappresentato da nessuna etichetta.
Tracklist
| 1 | Magic | |
| 2 | The Quaking Mess |

Artisti e Album « Metropolinvisibile detto
[...] Emeralds, Solar bridge (2008) [...]
mimhe detto
grandissimo disco.
Seagal detto
horse pesto for sure!!