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Blank Dogs, On two sides (Troubleman, 2008)

Pubblicato da metropolinvisibile su Ottobre 3, 2008

E’ una storia tutta underground quella dei Blank Dogs. Formatisi nel 2006, i Nostri si sono distinti per una frenetica produzione di materiale di piccola taglia (split, EP, 7”, 12”) edito da etichette misconosciute e con una distribuzione di nicchia. Tra queste la Sacred Bones, che ha pubblicato nel 2007 il loro esordio assoluto, “Diana (The herald)”, la Floridas Dying, la Drone Errant, la Fuck it Tapes. Proprio quest’ultima si assume l’onere/onore di produrre per la prima volta un lavoro dei Blank Dogs sulla lunga distanza, incidendo e pubblicando su cassetta “On two sides” agli inizi del 2008. E’ solamente grazie alla sempre attenta Troubleman, che scova l’album e lo ristampa immediatamente in formato CD ed LP, che “On two sides” è riuscito ad ottenere la visibilità internazionale che merita.

 

Il suono dei Blank Dogs è sporco e viscerale, caratterizzato da una forte connotazione post-punk. Connotazione che viene fuori tanto nei ritmi e nelle sonorità, quanto nei rimandi a quelle atmosfere cupe e decadenti che si respiravano a cavallo di due decenni (i Settanta e gli Ottanta) “l’un contro l’altro armati”. Ma attenzione! Con i Blank Dogs siamo di fronte a qualcosa di profondamente diverso rispetto alla schiera di gruppi e gruppettini più o meno famosi che, nella loro devozione verso Robert Smith, Ian Curtis & Co., tentano di ripercorrerne le gesta. E lo fanno sfornando canzoni che non vanno oltre ad essere delle mere brutte copie delle originali e che talvolta sfiorano addirittura il plagio vero e proprio. I Blank Dogs hanno il pregio di non scrivere canzoni secondo copioni predefiniti, sanno essere originali anche nell’essenzialità e soprattutto dimostrano un’attenzione fuori dal comune per quella che rimane ancora la caratteristica fondamentale della forma-canzone: la struttura melodica.

E’ soprattutto per questa ragione che le ritmiche crepuscolari e cadenzate di “Twenty two” e “Calico hands” non fanno esclamare: “ma questa mi pare di averla già sentita”. Che il corposo involucro synth-wave che avvolge “Crystal ladies” e “The station” sembra una biglia di acciaio impazzita che scorazza nei nostri corpi danneggiando irrimediabilmente tessuti interni ed organi. Che il cantato lamentoso e devastato di “Blaring speeches” non stanca mai. Che l’elettricità prodotta da “Pieces” e “Maltdown clouds” potrebbe illuminare per un anno una città intera. Che “Epic Moves” sembra il canto d’amore metallico di un robot cui si è spezzato il cuore. Che “Three window room”, traccia finale del disco, lascia un indefinibile senso di irrequietezza. Lo stesso senso di irrequietezza che ci pervade quando ci si allontana da qualcosa di pericoloso, ma che ci attrae morbosamente.

Tracklist

1.   Ants
2.   Blaring Speeches
3.   The Station
4.   Twenty Two
5.   Calico Hands
6.   RCD Song
7.   Epic Moves
8.   Meltdown Cloud
9.   The Lines
10.   Pieces
11.   The Crystal Ladies
12.   Three Window Room

Una Risposta a “Blank Dogs, On two sides (Troubleman, 2008)”

  1. [...] Baltic Fleet, s/t (2008) waves Black Affair, Pleasure pressure point (2008) elettrowaves Blank Dogs, On two sides (2008) waves Borko, Celebrating life (2008) elettroacustica, folktronica Brisa Roché, Takes (2008) [...]

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