Dosh, Wolves and wishes (Anticon, 2008)
Pubblicato da metropolinvisibile su Settembre 30, 2008
Cresciuto nel vivaio della Anticon e di conseguenza figlio della avanguardia hip hop di inizio secolo, Dosh, all’anagrafe Martin Luther King Chavez Dosh, è giunto con “Wolves and wishes” al suo quarto album in studio. Quest’ultimo lavoro conferma le buone sensazioni suscitate dai precedenti, con il polistrumentista di Minneapolis che maneggia con sicurezza e disinvoltura sintetizzatori, tastierine e drum machines.
Dosh si muove con leggiadria in territori vicini all’ elettroacustica ed all’ indietronica, passando da episodi più eterei ed ambientali ad altri con ritmiche più calde e sincopate, proprie delle sonorità IDM. Se l’iniziale “Don’t wait for the needle to drop” ha come punti di riferimento tanto i Mum quanto gli You Dee, la successiva “Bury the ghost” sembra un rito voodoo compiuto dai Blu Sky Black Death. Le mutanti “If to want to, you have to” e “First possible”, nelle quali si ha la sensazione che i Boats partoriscano i Boards of Canada, lasciano spazio alla brackeniana “Hit and pearle” e a “Wolves” che rimanda al downtempo dei ‘90 in stile Fink o Thievery Corporation. Proseguono la intrigante “Food cycles” e la superba “Keep up appearance”, una strizzata d’occhio all’ Odd Nosdam di “Burner”, e concludono il disco “The magic stick” e “Capture the flag”, nelle quali immaginiamo i Trans AM in versione elettrofusion che giocano alla playstation con Bertrand Burgalat.
Questo è Dosh, da Minneapolis, uomo della Anticon. E si sa, Anticon vuol dire fiducia!
Tracklist
1. Don’t Wait For The Needle To Drop
2. Bury The Ghost
3. If You Want To, You Have To
4. First Impossible
5. Kit And Pearle
6. Wolves
7. Food Cycles
8. Keep Up Appearance
9. The Magic Stick
10. Capture The Flag
